Amore e ipocrisia predetti in un pezzo di carta

Eravamo cinque nobili bastardi nel mezzo della natura.
Ognuno con un cognome spillato sul petto e le parole della famiglia strette attorno alla gola.

Tutti quanti riuniti all’inizio di una mulattiera.
Pronti a scalare il costone della montagna per arrivare infine a trovare la ricchezza promessa dai nostri cari.

Beh… nel mio caso era più una commissione.
O meglio, un’imposizione.

Un compito semplice, reso impossibile dall’incompetenza e dalla testardaggine dei miei deprecabili cugini.

Così chiassosi e ottusi da far cadere le attenzioni dell’Inquisizione su di noi e costringerci a compiere una roccambolesca e caotica scalata verso una chiesetta dispersa tra i campi.

Una piccola stanza, in una piccola piazza.
Che ha accolto il più GRANDE e sanguinoso conflitto della nostra famiglia.

I campioni di tutte e cinque le casate in un unico grande scontro, in cui io serpeggiavo sibillina, iniettando veleno e muovendo la mia famiglia come burattini.
Per poter essere io l’unica a possedere quel tesoro e poter vedere l’alba con ancora la testa sulle spalle.

Tutto sembrava andare per il meglio: due uomini a terra, un terzo disperso ed infine il figlio bastardo dei Ronco alla mia mercé. Tutto sembrava pronto per il mio terzo atto…

Tutto era così PERFETTO!

Ma in quel momento… Dio bussò nei cuori della mia famiglia.
E quei dannati sangue sporco, che fino a cinque minuti prima si stavano piantando frecce e coltelli nelle carni, scoprirono all’improvviso di avere una coscienza.

I denari guidano la mia vita e il mio mestiere, ma neanch’essi sono mai riusciti a creare cambiamenti così drastici e repentini nel cuore delle persone.

Tentai ancora qualche sibillina parola lungo il cammino per discendere dalla montagna, ma la compassione copriva le loro orecchie e il contenuto del tesoro diede infine ragione a loro.

Pace, serenità, armonia, compassione.
Tutte parole vuote per un Vizia.
Scritte nel cuore di uno scrigno sul fondo di uno scrigno vuoto.

Parole stupide che solo un Preti potrebbe pronunciare.

Parole stupide.
Che mi piace ascoltare…

Sopravvissuta al giudizio della Corte dei Denari,
Porgo ora i miei saluti a te che troverai questa lettera.

La Principessa di Denari,
Margherita Vizia.

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