Rapporto del nano Bruno, delle asce di Monte Scuro

Buonasera Comandante, che onore! Mi scusi se non mi alzo Signore, ma i guaritori non me lo permettono ancora. […] No, non ho scritto proprio tutto nel rapporto, ma ci siamo trovati in situazioni così strane, penso che sia difficile credere che quello che abbiamo vissuto sia successo davvero. […] Certo Signore, chieda pure, sono a Sua disposizione.
[…] Quelle strane creature? Difficile descriverle: avevano un braccio tagliente, come una spada incorporata, e parlavano con le stesse voci cattive che si sentivano nel vento durante i turni di guardia sul monte. Sono nemici temibili, infatti la più grossa mi ha ridotto davvero male. Erano lì a combattere contro di noi, ma allo stesso tempo non erano veramente lì, perché i nostri colpi li attraversavano senza fargli nulla. Tranne le torce che abbiamo acceso al primo altare, quelle sì che gli facevano male! Ne avevo una in mano, e con quella e la mia ascia mi sono fatto valere! C’ero io davanti, a sostenere la furia di quella creatura, mentre gli altri dalla distanza lanciavano frecce e incantesimi.
[…] E poi non mi ricordo bene, Comandante, mi dispiace ma perdevo tanto sangue e non mi reggevo quasi più in piedi. […] Non so bene come abbiamo fatto ad attivare il terzo altare, non è stato facile. Ho offerto il mio sangue sulla roccia, ma non è servito, ci sono rimasto anche un po’ male. Allora abbiamo pensato di accendere torce, intonare canti. Credo che ci siamo anche presi per mano…con un’umana e un’elfa! Si immagini se potevo scriverlo nel rapporto, Signore! Comunque, l’altare si è attivato, e questo è quello che conta.
[…] Cosa è successo dopo? Ecco davvero non so dirglielo, dopo che l’energia si è risvegliata avevo perso troppo sangue, e sono stato avvolto dall’oscurità. Ricordo solo la sensazione di una forza molto antica, che mi ha trattenuto in questo mondo. L’elfa, l’umana e lo gnomo si sono presi cura di me e mi hanno portato al più vicino villaggio degli uomini. Poi siete arrivati voi, per fortuna!
[…] Grazie Comandante, sono felice di sapere che la nostra missione è stata un successo e che quelle creature sono scomparse dalla zona della montagna. E’ un sollievo! […] Certo, Signore, tra qualche giorno dovrei essere in grado di riprendere servizio. […] Grazie, Signore! Buonanotte, Signore!

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